In primis vorrei scusarmi con i lettori per la scarsità di articoli prodotti nell’ultimo periodo, purtroppo l’intenso lavoro e l’assenza di tempo hanno ostruito tutta l’attività di blogger.
La fine del 2025 e l’inizio del 2026 vedono la nostra azienda con marchio Le Terre del Carro che registra il tutto esaurito o quasi nella commercializzazione dei cotti (fico, fiorone, fico d’india e ciliegie) e la nuova sperimentazione nell’elaborazione del cotto di carrube che sarà pronto a breve.
Per quanto concerne le confetture, nell’ultimo anno ho effettuato un calcolo statistico nel quale mi sono reso conto che a causa degli spacchi sulle ciliegie legati alla pioggia, o per difetti di maturazione o di calibratura anche sui fioroni, ho constatato che come azienda si perdeva circa il 30% della produzione lorda vendibile.
A causa di ciò, ho deciso di investire suddetti prodotti non adatti alla commercializzazione per l’estero o per il conferimento in coop, nella trasformazione in cotti e confetture, diversificando notevolmente le varietà e lavorando sul recupero e il riutilizzo di tutto ciò che sarebbe andato perso.
Come azienda abbiamo realizzato oltre 3 mila vasetti di confettura suddivisi nelle varietà: ciliegia, ciliegia e lavanda, ciliegia e menta, fiorone, fiorone e mandole, fiorone e scorzetta di limone, fiorone e scorzetta di arancia, fiorone e zenzero, fico d’india, fico d’india e arancia, fico d’india e limone, prugna e mandorle – prugna e menta, con una shelf life di 3 anni, sviluppando una remunerazione del prodotto superiore rispetto alla vendita del prodotto fresco, che però ha implicato un enorme dispendita di tempo.
A Giugno 2025 inoltre abbiamo come azienda completato il passaggio dei 3 anni, usati per la conversione ad azienda biologica, per cui potremo anche realizzare nell’anno corrente confetture e cotti con certificazione bio.
Nell’ultima campagna olivicola abbiamo prodotto diverse migliaia di kg di olio certificato biologico, di cui stiamo attendendo l’autorizzazione in etichetta.
Nell’ultimo anno inoltre abbiamo lavorato con le fiere delle autoproduzioni locali e con i mercatini di Natale, trascurando non poco il lavoro con l’e-commerce.
Abbiamo introdotto bat box, aderendo ad una idea dell’Università di Firenze sul controllo della mosca olearia e introducendo trappole bio per il controllo della mosca del ciliegio e della Cidia - tutti i proventi e i guadagni dell’azienda sono tutti impiegati in un unico capitolo: «la riqualificazione ambientale».
Mentre la xylella avanza in maniera costante su tutto il territorio pugliese, arrivando a colpire con focolai importanti la provincia di Foggia e tutto il territorio pugliese registra gravi forme di abbandono, con la sputacchina che avanza mentre le istituzioni non prendono contromisure adeguate, come l’azzeramento dei contributi della PAC su chi non esplica le buone pratiche agricole, con numerosi roghi, procurati allarmi e quant’altro, in controtendenza con tutto ciò, la nostra azienda, conscia anche dei lunghi tempi di recupero ambientale, è già intervenuta su un primo terreno di due particelle, in località Macchia La Manna, dove sussistevano numerosi problemi, riqualificando e mettendo a dimora numerosi ulivi e piante di ciliegio, cosa quest’ultima che permetterà l’ampliamento dell’apiario, nonostante numerosi confinanti continuino le pratiche di diserbo – queste ultime dovranno purtroppo scontrarsi con i processi di desertificazione in atto in Puglia, poiché gli andranno ad incentivare, constatando il grave gap culturale degli agricoltori della terra di Puglia.
I tempi per la messa a produzione dell’ulivo restano lunghi.
Nonostante ciò è da ritenere che l’essere umano, avvertito dalla natura come un virus distruttivo, debba intervenire per lenire e commisurare il suo progresso al rispetto dell’ambiente, soprattutto alla luce dei cambiamenti climatici e nonostante le relazioni del 2025 dei carabinieri forestali e di Legambiente sulla situazione ambientale pugliese.